Tu sei il costruttore del Mondo

Tu sei il costruttore del Mondo
20/07/2025 16:01:53

Credo fortemente che l’uomo e la donna di oggi debbano recuperare il proprio essere ‘’costruttori del mondo’’. Può sembrare strano ma tutta la comunicazione odierna ci mostra che l’essere umano è molto capace di distruggere e fare male. L’uomo sta infatti distruggendo il pianeta, la vegetazione, gli animali, le relazioni, i legami interspecifici, la religione, il sacro, la storia, i corpi, le menti, persino il tempo e lo spazio. Siamo distruttori dell’agricoltura, delle tradizioni, del buon senso, delle terre, dei sentimenti, della verità e del linguaggio, della poesia e della bellezza. Forse abbiamo bisogno di riscoprire come diventare nuovi benefattori, ovvero di fare del bene a noi stessi e agli altri. 

 

L’unico valore sembra la predazione delle ricchezze, dei corpi e del successo. Con ciò non voglio tediarvi ma ritengo utile denunciare con forza la dilagante diffusione del brutto e della violenza al fine di essere cittadini consapevoli e lucidi che decidono di cambiare rotta. La società non è una struttura che calata dall’alto è in grado di imprigionare i suoi membri, è piuttosto una fitta rete di relazioni che intessono i singoli.Le piccole decisioni che ciascun membro prende vanno a formare il tessuto di questo grande ingranaggio modificandone le conseguenze anche per gli altri.

Èmile Durkheim affermava infatti che gli uomini interpretano il mondo e ricamano questioni puramente intellettuali come il sacro e il profano, costruiscono riti, funzioni e usi che andranno a costituire la suddetta società che man mano si consolida come struttura a se stante che trascende l’individuo e diventa in capace di condizionarlo. 

Potremmo ironicamente dire che l’essere umano è dotato di quell’intelligenza per costruire una società, così tanto articolata da poterlo superare, sottomettere e addirittura distruggere proprio come nel caso della bomba atomica.                   

Spero possiate cogliere il mio invito a leggere questo articolo con duplice sguardo rivolto sia alla vostra interiorità sia al contesto culturale entro cui vivete. 

 L’umano viene come letteralmente gettato nel mondo perché ne sia ammiratore e trasformatore. Ogni uomo è in sostanza partorito dal mondo e partoritore dell’avvenire, della specie e della terra. Siamo esattamente figli e genitori di questo mondo e solo a noi è concesso dare senso a tutte le creature animate e a tutti gli oggetti inanimati. 

 A noi è dato il permesso di trovare un significato anche dove non c’è. Solo a noi è permesso di sognare, immaginare, pontificare e cristallizzare storie, immagini o vite per dirottare l’evoluzione oltre l’istintualità.

 Noi non ricordiamo il momento della nascita e il senso di vuoto e smarrimento connesso al parto ma durante la vita sperimentiamo molto presto e ripetutamente il sentimento di solitudine, malinconia e disperazione profonda a cui spesso non sappiamo dare una motivazione. Sentirsi soli e persi è in qualche modo un sentimento connaturato all’uomo di qualsiasi origine e cultura e nei momenti delicati della vita salta fuori come un fantasma travestito da depressione, ansia, panico, malinconia, apatia, bipolarismo, deliri, schizofrenia o altre forme patologiche.